20 ottobre 2007

Comunicato

Per noi parlano i fatti

Chissà se Francesco Pranteddu, già dirigente dell’Anppia e fratello di un fantomatico combattente della resistenza (autore di un intervento pubblicato su quotidiano l’Unione Sarda del 13 ottobre), è in grado di contestare l’assassinio del più grande pittore sardo del Novecento, Giuseppe Biasi, bestialmente trucidato, il 20 maggio del 1945, (a guerra finita da quasi un mese) da un comando partigiano. È uno dei molti episodi narrati da Pansa nel suo libro “I guardiani della memoria” che il super fazioso Pranteddu attacca con il solito retorico e abusato, argomento del business editoriale. Lo fa senza alcun argomento convincente, al contrario del giornalista scrittore, che conforta quanto afferma con testimonianze orali di sopravvissuti, lettere ingiallite tenute nascoste per decine d’anni per timore di ritorsioni, documenti acquisiti negli archivi ufficiali o che finalmente emergono da quelli ufficiosi conservati anche in ambienti della resistenza. Il poco obiettivo e fazioso Pranteddu fa un tentativo patetico di negare l’ormai innegabile criminale degenerazione a cui giunsero larghe frange della cosiddetta Resistenza (quella comunista in particolare ma anche di altra ispirazione se pure in tono molto minore). A prevalere, nell’inventiva allucinante di Pranteddu contro Pansa, è la mistica resistenziale non seconda come enfasi, a quella stalinista. Come la più avanzata storiografia sta dimostrando -il compianto Renzo de Felice primo fra tutti- la Resistenza non è stata quel tripudio di fede patria che Pranteddu arrogantemente pretende: fu soprattutto odio, fu terrore, misfatto, ferocia, abuso, vendetta spesso personale, assassinio gratuito, latrocinio, all’insegna dell’esproprio. E regolamento di conti spesso, tra frazioni alla Resistenza, con le Brigate Garibaldi di (costituite quasi esclusivamente da elementi comunisti) che non andavano per il sottile quando si trattava di eliminare pericolosi “concorrenti” interni. Mai sentito parlare, Pranteddu, della strage di Pozus compiuta dai Partigiani? O vuol farci credere che si tratti di un invenzione di Pansa? E del tristemente noto triangolo della morte in Emilia-Romagna? E delle torture inflitte, a guerra conclusa, a povere sventurate accusate di essere delle state spie fasciste o semplicemente perché congiunte di qualche militare della Repubblica Sociale Italiana o per qualche altro futile motivo? Bene, Pansa ne fa nomi e cognomi, cita date e circostanze del fato, fa parlare testimoni. È in grado Pranteddu, di contestare con altrettanta precisione quanto afferma il giornalista –scrittore? Se non lo è taccia, non tenti di abusare della ragione altrui. E prima di scrivere ad un giornale confutando il contenuto di un libro, lo legga.
Torna indietro

Calendario eventi

  Giugno 2007 >
L M M G V S D
          1   2  3
  4   5   6   7   8   9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30  
  Marzo 2008  
L M M G V S D
            1   2
  3   4   5   6   7   8   9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31            
< Agosto 2007  
L M M G V S D
      1   2  3   4   5
  6   7   8   9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    

Ascolta:

Il muro